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Il senso di giustizia è innato?

I pesci, loro sì, credono nella giustizia. O perlomeno la mettono in pratica. Stiamo parlando del Pesce dottore (Labroides dimidiatus). I maschi di questa colorata specie che si nutre di parassiti altrui non perdono l’occasione di punire le femmine quando le vedono barare. A volte, infatti, invece di cibarsi dei fastidiosi organismi che abitano sul corpo di una specie più grossa,  queste ne mangiano la più gustosa mucosa, provocando l’irritata dipartita del poveretto.

Allora i maschi le inseguono aggressivamente e, dopo questa lezione, le femmine diventano più giudiziose, con buona soddisfazione del "cliente" (il pesce grosso).

Labroides dimidiatus courtesy of Richard Smith

Perché i maschi di preoccupano di difendere un terzo, senza un apparente vantaggio, si sono chiesti Nichola Raihani ricercatore della Zoological Society di Londra, Redouan Bshary, dell'università del Queensland a Brisbane e altri colleghi, che hanno osservato l'insolito comportamento.

Perché si è evoluto un tale meccanismo?

I motivi "biologici" che spingono a punire chi ha offeso un terzo vengono molto studiati nell'uomo, perché consentono di indagare le basi del vivere sociale, come il senso di giustizia, o l'altruismo (si veda a questo proposito Siamo egoisti o altruisti? e le Conclusioni). Per esempio, una delle possibili spiegazioni "biologiche" al perché gli uomini penalizzano chi non rispetta le regole, è perché provano gusto nell'essere "giusti". Questo infatti sembrano mostrare recenti ricerche di neuroscienze, che hanno visto attivarsi le aree del piacere nel cervello di una persona che infligge una pena a chi è stato scorretto.

E i pesci? Perché lo fanno? Perché si è evoluto un comportamento simile a favore addirittura di una terza specie? E' forse dovuto al fatto che se il pesce grosso se ne va anche i maschi rimangono a bocca asciutta? Per vederci più chiaro Bshary e Raihani hanno fatto un esperimento, che hanno descritto oggi su Science: hanno messo i Labroides dimidiatus in un acquario, dove veniva introdotto un "vassoio" che conteneva fiocchi di grano e gamberetti. Quando uno dei pesci dottore mangiava il boccone che preferiva, ovvero il gamberetto, i ricercatori sfilavano il vassoio, lasciando tutti a bocca asciutta. Anche in questo caso i maschi hanno iniziato a punire le femmine golose che sceglievano i bocconi più gustosi, e queste, appresa la lezione, dopo un po' si limitavano a nutrirsi dei fiocchi. Così i maschi, e l'intera la comunità, avevano tutto il tempo per nutrirsi, lasciando stare i gamberetti. 

"Questo esperimento ha mostrato che le conseguenze di un tale comportamento punitivo, che a prima vista può sembrare insensato – spiega Bshary – portano un vantaggio diretto ai maschi. Ecco perché, secondo noi, si è selezionato nel corso dell'evoluzione".

Ma che dire degli uomini? Secondo voi il senso di giustizia si è evoluto biologicamente, perché portava vantaggi agli individui che lo praticavano? O è solo il prodotto della nostra cultura? O magari è frutto di entrambi?

Scrivete le vostre opinioni cliccando qui sotto sulla voce "commenti".

 

  • giuseppina |

    dal mio punto di vista il senso di giustizia è un fatto di coscienza, ogniuno di noi ha subito delle ingiustizie,qualcuno ripaga il prossimo con la stessa moneta altri,molto pochi cercano invece di dare il buon esempio e da qui nasce un sentimento molto forte di democrazia

  • Mariangela Maritato |

    Il senso della giustizia negli uomini non è innato ma un prodotto del suo vivere sociale. Si è quindi evoluto biologicamente per l’istinto di conservazione della specie. Nel mondo degli uomini, esistono pesci grandi che mangiano i pesci piccoli come nel mare. La civiltà non è figlia del nostro tempo ma di uomini che sono usciti dal mare e, a differenza dei pesci, si sono messi a pensare. A scrivere immaginando un mondo migliore, un paradiso terrestre che da Dante a Milton non può che esistere nell’arte e nella contemplazione. I pesci fuor d’acqua hanno imparato a respirare. A sopravvivere. A pensare e ad immaginare. L’acqua è uno specchio…nel quale si può ancora scegliere di immergersi solo per il piacere di farlo.

  • Alessandro84 |

    L’esempio del pesce dottore mi ricorda molto una situazione Win-Win in cui il pesce grosso trae vantaggio dal commensalismo del pesced dottore ed il pesce dottore trae vantaggio perchè trova cibo senza troppa fatica. Se il comportamento del pesce dottore femmina non fosse punito il pesce grosse potrebbe non accettare più “l’aiuto” del pesce dottore inceppando il meccanismo Win-Win recando svantaggi sia al pesce grosse che sarebbe pieno di parassiti che al pesce dottore che non avrebbe più cibo a “buon mercato”. E’ un equilibrio di Nash naturale che porta anche all’efficienza paretiana. La Natura funziona!

  • giovanna |

    Visto che la Bibbia dice che siamo a immagine di Dio, e che la giustizia è uno dei Suoi attributi principali.. è quindi ragionevole pensare che lo abbiamo anche noi. Era d’accordo anche l’ apostolo Paolo nella sua lettera ai Romani Cap. 2: 12-16. Purtroppo nella maggioranza il senso di giustizia è ormai talmente falsato da non essere più affidabile… ma non bisogna disperare , si può rieducare rivolgendosi al suo Datore . Dio.

  • fabio |

    credo sia innato negli uomini. Poi si “adeugua” all’ambiente circostante oppure si evolve secondo l’educazione e gli esempi che vengono dati dalla famiglia o comunque dalle persone a noi più vicine.Insomma è credo sia una caretteristica dell’uomo innata come tante altre, ma essendo di origine umane non è immutabile e si evolve o involve a seconda delle situazioni..

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