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Siamo tutti figli di un’unica migrazione?

Migrazione umana out of africa

Non discendiamo tutti da un’unica migrazione d’uomini che lasciò l’Africa decine di migliaia di anni fa: nel genoma degli aborigeni è scritta un’altra storia. Sequenziandolo e paragonandolo a quello di europei, africani e asiatici, Morten Rasmussen e altri ricercatori dall'Imperial College di Londra, dell'Università di Cambridge e del museo di storia naturale di Copenhagen hanno concluso che circa 70mila anni fa un gruppo di africani intraprese un viaggio solitario che 20mila anni dopo li condusse in Australia. E che gli aborigeni di oggi sarebbero gli eredi di questo antico gruppo di esploratori, mentre gli europei e gli asiatici discenderebbero da movimenti di popolazioni che ebbero luogo solo 24mila anni dopo.

Capelli aborigeno courtesy of Mikal Schlosser
Lo studio, pubblicato venerdì su «Science», ribalta dunque la teoria più accreditata sulle migrazioni umane all'origine dell'attuale popolamento dei continenti, cioè quella che sosteneva che tutti gli uomini moderni derivano da un solo gruppo di persone che lasciò l'Africa e si diffuse in Europa, Asia e Australia, con i primi australiani discendenti da popoli asiatici che si erano già separati dagli europei. Invece, il Dna estratto da un ciuffo di capelli che un aborigeno, all'inizio del XX secolo, donò (i ricercatori usano questa parola gentile) a un antropologo inglese, mostra che quando gli antenati degli aborigeni iniziarono il loro viaggio solitario, gli asiatici e gli europei non si erano ancora differenziati. I contatti tra gli antenati degli asiatici e i discendenti di questi primi esploratori avvennero solo successivamente, e in parte  i loro geni si mischiarono.

E voi cosa ne pensate?

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«Gli aborigeni discendono dai primi esploratori – ha affermato Eske
Willerslev, dell'università di Copenhagen – . Mentre gli antenati di europei e asiatici se ne stavano stanziali da qualche parte nel Medio Oriente, quelli degli australiani si diffusero rapidamente, attraversando i territori sconosciuti dell'Asia per solcare poi l'oceano e giungere in Australia. Fu un viaggio straordinario, che deve aver richiesto eccezionali doti di sopravvivenza e coraggio».

I capelli visti al microscopio elettronico courtesy of timothy p topper
Che gli australiani avessero capacità tecniche superiori a tutti i popoli che in quell’epoca remota abitavano il pianeta lo aveva già sottolineato Jared Diamond in "Armi acciaio e malattie", osservando gli utensili di pietra dai bordi affilati e dotati di manico da loro usati 40mila anni fa, i dipinti rupestri e il fatto che avessero costruito le prime barche. Fu poi l'ambiente inospitale e l'isolamento a limitare il loro sviluppo.

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    Io penso che la mescolanza dei peuplades del mondo è un fatto. L’uomo ha sempre, nel passato come oggi, voluto migliorare il suo quotidiano e così a migrare verso gli orizzonti che gli sembravano essere migliori.

  • domenico |

    mah, se le cose continuano cosi il gran sedere dovremo continuare ad avercelo, o almeno dovremmo procurarcene uno molto grande, per continuare a sopravvivere su questo pianeta. Quanto agli aborigeni australiani noi europei siamo sempre stati molto bravi nelle relazioni umane:
    “Quando il capitano Cook sbarcò nel Nuovissimo continente c’erano in Australia, secondo stime, da 700mila a 2milioni di aborigeni. Oggi sono appena 50mila, vivacchiano nelle riserve o si trascinano, decimati da alcolismo e altre “malattie dell’uomo bianco. La storia parla di sfruttamento ed eccidi e imbrogli, e la lenta sopraffazione dei bianchi ha conosciuto vicende ed esiti molto più dolorosi di quelli che hanno segnato le vicissitudini degli indiani d’America o dei maori della Nuova Zelanda.”(F.Galimberti, Il domenicale del Sole 24Ore, 13 febbraio 2005).

  • davide |

    mah, popolazioni nomadi che si spostavano in continuazione alla ricerca di cibo come molti animali selvatici tutt’ora fanno. non avendo un posto, una “casa” dove tornare giravano senza meta magari seguendo le migrazioni degli animali oppure l’evolversi delle stagioni … in questo non ci vedo molto coraggio né intelligenza, solo spirito di sopravvivenza. IMO, hanno avuto (oopss, “abbiamo” avuto :o) ) un gran sedere a non crepare strada facendo

  • nicoletta dentico |

    questo lungo lunghissimo viaggio ha un fascino straordinario,

  • LB |

    Rasmussen, come quello di Viaggio al Centro della Terra di Verne.
    questi argomenti sulla nostra recentissima origine mi intrigano sempre più.

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